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Microprogetti rivoluzionari
Susan Kare, progettista grafica americana, ha ricevuto il 20 aprile scorso a New York la medaglia dell’AIGA, l’associazione professionale dei designer statunitensi, per la sua carriera, in cui ha progettato tra l’altro le prime icone adottate dal Macintosh nel 1982. Il premio è stato in passato attribuito ad alcuni dei maggiori esponenti del design americano, tra cui Saul Steinberg (1963), Milton Glaser (1972), Charles e Ray Eames (1977).

“Se il Mac si è rivelato un oggetto così rivoluzionario, un oggetto d’affezione invece di un elettrodomestico, una scintilla della fantasia invece di un puro strumento di lavoro”, scrive Paola Antonelli, che per prima ha esposto i lavori di Kare nella mostra This is for Everyone al MoMA nel 2015, “lo si deve ai caratteri e alle icone disegnati da Susan, che gli hanno dato voce, personalità, stile e perfino senso dell’umorismo.” Un esempio tra tutti: la “bomba” che segnalava un terribile incidente per cui il Mac non poteva più continuare a funzionare.

 

 

 

Susan Kare, dopo aver lavorato per Apple, ha disegnato per Microsoft, per Facebook e per Pinterest. È la dimostrazione vivente di come il design possa, creando prodotti microscopici e pressoché immateriali come disegni formati da una rete di 32 x 32 pixel in bianco e nero, innescare un cambiamento rivoluzionario nella comunicazione con gli utenti, che oggi controllano computer e cellulari quasi esclusivamente attraverso icone e segni grafici. Un cambiamento senza il quale anche la grande e rapida evoluzione del software non avrebbe guadagnato diffusione capillare.