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Paolo Viti
È scomparso all'inizio di febbraio Paolo Viti, design manager ante litteram e animatore della felice stagione del design dell'Olivetti, organizzatore culturale di prima grandezza e protagonista riservato di decenni fondamentali per l'affermazione del progetto culturale legato all'industria italiana. Antonio Macchi Cassia ne ricorda la figura.



Paolo Viti alla sua scrivania in Olivetti.


Nato nel 1935 a La Spezia, Paolo Viti inizia la sua carriera in Olivetti alla fine degli anni Cinquanta. Dall'incontro con Renzo Zorzi nasce la collaborazione che, con l'aiuto di designer, artisti, fotografi, grafici e scrittori, porta il design dell'Olivetti ai primi posti nel mondo.

Oltre ai prodotti, la responsabilità di Paolo Viti si allarga alle mostre, alle pubblicazioni, all'oggettistica facendo dell'Olivetti un punto di riferimento nel mondo del design e della cultura. Un percorso che culmina con il Convegno di Aspen del 1989 che, in una settimana di incontri, manifestazioni, chiacchierate, spiega agli americani e al mondo su quali principi si fonda il design italiano.

Lasciata l'Olivetti nel 1989, Viti diventa responsabile di Palazzo Grassi a Venezia, a quei tempi di proprietà della Fiat, dove, nel giro di pochi anni, vengono organizzate mostre di raro livello culturale, scientifico e divulgativo.

Lascia, a chi l'ha conosciuto, la passione del proprio lavoro, la trasparenza e i contatti che è riuscito a intrecciare in tutto il mondo.

A me manca moltissimo.

Antonio Macchi Cassia