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Il XXII Compasso d'Oro a Roma
Due mostre in due prestigiose sedi romane e un corredo di manifestazioni collaterali che vanno dai seminari su informazione, formazione, prospettive dei giovani ai workshop di design. La XXII edizione del Premio Compasso d'Oro ADI si svolge per la prima volta a Roma, nel quadro di una manifestazione – Unicità d'Italia – che fa parte del programma delle celebrazioni ufficiali per il Centocinquantenario dell'Unità.

La mostra Unicità d’Italia, Made in Italy e identità nazionale. 1961/2011 Cinquant’anni di saper fare italiano attraverso il Premio Compasso d’Oro ADI, è a cura di Enrico Morteo ed è promossa da ADI, Fondazione ADI e Fondazione Valore Italia. Presenta il fenomeno del Made in Italy come elemento di coesione sociale che ha contribuito a rafforzare il sentimento di identità nazionale: un racconto che si sviluppa attraverso i prodotti della Collezione storica del Compasso d’Oro, per la prima volta esposta integralmente.

      

Alla conferenza stampa della mostra Unicità d'Italia: da sinistra Giuliano Amato, presidente dell'istituto dell'Enciclopedia Italiana; Alessandro Sarfatti, AD di Luceplan e tesoriere di ADI.

Al Palazzo delle Esposizioni sei percorsi tematici (Il progetto del lavoro; Dalla ricerca al quotidiano; Nuovi italiani nuove cose; Tempo libero; Il rigore del poco; La liberazione dei linguaggi) e 300 oggetti illustrano l’evoluzione del saper fare italiano negli ultimi cinquant'anni, e i modi in cui la qualità del progetto e del prodotto ha modificato stili di vita e comportamenti sociali.


     

  



Il curatore della mostra storica del Compasso d'oro, Enrico Morteo, due sezioni della mostra e, in basso, il catalogo.
 
Il percorso espositivo è arricchito da testimonianze video, documentari d’archivio e da immagini di cronaca, spot pubblicitari e frammenti di film che evocano i omenti cardine del periodo, dal boom economico al XXI secolo. Una selezione di immagini di Ugo Mulas, una ricca rassegna di manifesti originali provenienti dal Massimo e Sonia Cirulli Archive e alcuni preziosi documenti conservati dall’Archivio Albe e Lica Steiner (DPE Politecnico di Milano) completano la panoramica su un cinquantennio di creatività.
 
Parallelamente, sono state immaginate dodici ‘microstorie’, due per ciascun ambito tematico, ciascuna scandita in sei tappe: un insieme di 72 episodi costruiti intorno ad alcuni oggetti premiati. In ciascuna microstoria, in cui agli oggetti si alternano architetture, arti visive, ricerca, tecnologia e costume.
 
Infine, con la collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, la mostra presenta la rassegna Pre-visioni: tre brevi riflessioni di giovanissimi registi, cui è stato chiesto di interrogarsi sul presente e sul futuro imminente svelando aspirazioni e timori della nostra società a venire.

   

L'inaugurazione delle mostre: da sinistra il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta con il presidente di RCS Libri Paolo Mieli; Luisa Bocchietto, presidente ADI.
 
 
Nell'altra sede della manifestazione, il MACRO-Testaccio La Pelanda si apre il dibattito sul futuro: in mostra ci sono circa 400 nuovi prodotti selezionati nell’ultimo triennio dall’Osservatorio Permanente del Design dell’ADI per concorrere al XXII Premio Compasso d’Oro ADI, che sarà assegnato in luglio nell’ambito della mostra.

Una sezione speciale è dedicata ai progetti che concorrono alla Targa Giovani, destinata ai futuri professionisti più promettenti selezionati nelle università e nelle scuole italiane di design.
 
Accanto alla mostra e al premio alternano convegni, seminari, lezioni sul design, spettacoli e cinema – mentre un ristorante con prodotti tipici della cucina mediterranea e della tradizione agroalimentare italiana è a disposizione del pubblico.


 


Giovanni Cutolo, presidente di Fondazione ADI





Il programma delle manifestazioni collaterali delle mostre


Gli incontri LEZIONI DI DESIGN

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31 maggio – 25 settembre

Palazzo delle Esposizioni
via Nazionale 194, Roma

MACRO Testaccio, la Pelanda
p.zza Orazio Giustiniani 4, Roma



Foto: Massimo Righetti