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L’anima delle cose
Mario Trimarchi, siciliano, designer e docente, parla alla Triennale di Milano della sua prospettiva sulla creatività, “di cose visibili o invisibili e di come sia possibile, a volte, individuarne l’anima”.

Trimarchi si autodefinisce un “radicale romantico” e non si capacita di come si comprino case vuote per poi adattarcisi con i propri oggetti. Lui, dice, “ prima sceglie un oggetto, poi capisce se lo vuole mettere su un tavolo, appeso al soffitto o in una nicchia”, e solo dopo aver scelto oggetti arredi vi costruirebbe attorno la casa adatta.

Di certo l’equilibrio e l’instabilità, la forma e la luce sono tra i protagonisti del suo lavoro e delle forme sorprendenti con cui riesce a dar senso nuovo a oggetti tra i più quotidiani, come nel caso della caffettiera Ossidiana, vincitrice nel 2016 del Compasso d’Oro ADI.

Un design di geometrie instabili che scelgono il dinamismo al posto della razionalità, interrogandosi sul senso delle cose: Trimarchi le disegna, dice, per capire l’ambiente che lo circonda.

La serata è parte del progetto di DesignPeople Milano; un gruppo informale promosso da Giulio Iacchetti e Virginio Briatore, che organizza alla Triennale incontri per parlare di design con architetti,  imprenditori, giornalisti, antropologi, musicisti, fotografi, artisti e, ovviamente, designer.
 

L’anima delle cose
Mario Trimarchi

29 novembre 2018, ore 20.30
Triennale di Milano, Sala LAB
v.le Alemagna 6, Milano