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Pensare la grafica
Non avete ancora digerito il computer e il modo di usarlo per comunicare? Questo libro vi dà ragione, ma fa di più: ve ne dà LE ragioni. Cioè passa in rassegna i trent'anni in cui le tecnologie digitali sono diventate lo strumento espressivo per eccellenza della grafica e li filtra attraverso l'unico setaccio che alla fine conti: il cambiamento che più o meno direttamente queste tecnologie portano nel nostro (di tutti noi) modo di comprendere le informazioni che la grafica ci trasmette.

L'autore – forse perché non è partito da una formazione in comunicazione visiva o in architettura, ma in sociologia della cultura – da sempre affronta il progetto grafico laicamente, al di là delle amate convenzioni e convinzioni della categoria. E allora perfino la grafica 3D perde molto del suo fascino tecnologico e della sua (per ora?) scarsa potenzialità espressiva, al di là dello stupore per gli effetti speciali.
 
Il fatto di base di questo trentennio di grafica diventa non l'alternarsi delle forme né la loro adeguatezza alle funzioni – produttive ed espressive – ma il cambiamento culturale dettato (lo si voglia o no) dall'interazione tra uomo e macchine, e delle sue non sempre felici vicende.
 
Un libro maturato in occasioni professionali di primo piano – l'art direction di Domus, le mostre allestite per la Triennale, un ciclo di tre ADI Design Index, le copertine per Salani e Ponte alle Grazie – ma anche nella frequentazione delle arti visive, del cinema, della musica. 
 
Un libro nato nel dialogo con gli studenti di grafica, per insegnare loro a usare degli strumenti ma soprattutto a costruirsi la capacità intellettuale di usarli per quello che possono dare. 
 
Un libro non tanto sull'innovazione della grafica quanto sull'innovazione dentro la testa dei grafici; e di noi destinatari della comunicazione, loro interlocutori. (d.m.)
 
 
Mauro Panzeri, La grafica è un'opinione. Un mestiere che cambia, prefazione di Giovanni Lussu, Milano, Ledizioni, 2013