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Una vita per immagini
Un'autobiografia fatta di opere senza commento di testi o quasi, di progetti (quasi tutti realizzati), di colori e di forme: è il volume dedicato alla propria carriera da Italo Lupi, architetto, graphic designer, direttore di giornali.

Lunga carriera, volume corposo: quasi quattrocento pagine, per quarant'anni di progetti realizzati per i migliori nomi dell'industria italiana e internazionale (la Rinascente, IBM), per istituzioni culturali pubbliche e private (la Triennale e il Museo Poldi Pezzoli di Milano, l'immagine della città di Torino per le Olimpiadi invernali), per le maggiori testate di settore (Domus, Abitare).
 
Il tutto presentato con la nonchalance signorile di chi non ha bisogno di parole per imporsi all'attenzione, visto che i fatti (i progetti) parlano da soli. Esplicite, ma sommessamente collaterali, le testimonianze verbali di chi ha lavorato con lui: committenti, giornalisti, critici, o semplicemente amici. 
 
Testimoni, oltre che dei progetti, di un mondo professionale (quello della società culturale, milanese e italiana, di cui Lupi è un protagonista) che cede ormai il passo a forme di espressione meno sicure della propria qualità e quindi più inclini alle chiacchiere che fiduciose dei fatti propri.
 
Alla presentazione, in un'affollatissimo salone della Triennale di Milano (oltre mille persone hanno partecipato) la conferma che l'esempio di Lupi e di questa società culturale che oggi vive quanto meno in difesa, in cui ogni disciplina e ogni settore professionale sono collegati a reciproco rafforzamento, è una lezione che moltissimi apprezzano e che occorre cercare di riformulare per il prossimo futuro. A vantaggio di tutti.