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Visioni e previsioni
Come sarà il design tra vent’anni? Che cosa si progetterà, come si progetterà e – coerentemente con la prospettiva totale che da tempo De Fusco adotta nel suo discorso sul design – che cosa si venderà, a chi si venderà e come si venderà nel mondo degli oggetti?

Al centro del nuovo saggio dello storico napoletano  le ipotesi più probabili sulla fisionomia del design dei prossimi vent'anni: l'evoluzione della tendenza minimalista, l'accentuarsi del design come strumento di comunicazione, la persistente componente del kitsch e la pervasività (salvifica o deleteria?) del digitale e dell'informazione, la contrapposizione tra designer inventori e designer stilisti.

E accanto ai designer ecco le ipotesi che riguardano gli utenti: l’“edonista virtuoso” e le sue scelte critiche, la pubblicità e il fascino dello styling; per chiudere con una riflessione priva di illusioni ma sensibile ai valori culturali delle teorie sui limiti dello sviluppo e sulla capacità del mercato di rinunciare allo spreco.

La conclusione, dopo alcune pagine dedicate alla professione del designer e alle associazioni del settore, è una sintesi stringente: “O il design continua con lo snobismo, le pazzie post-radicali, il feticismo digitale, l'assunzione di tutto e di più, senza alcun riscontro con la sua cultura materiale, oppure è necessario ripensare seriamente a quel 'progetto moderno' rimasto un processo storico incompiuto”. O forse ci si limiterà, pragmaticamente, a migliorare l’esistente…


Renato De Fusco, Design 2029, Milano, Franco Angeli, 2012, pp. 136, € 19.